mercoledì 7 ottobre 2009

occhi a cui guardare.....



dedicata a tutti coloro che soffrono di solitudine e cercano amore....

Grazie fracico!!

lunedì 14 settembre 2009

Amore e fede


Nella mia esistenza sono giunto alla consapevolezza dell' esistenza di un amore eterno!
Voglio farvi un esempio: Mio zio vota a sinistra da 40 anni, vedo brillare la luce nei suoi occhi ogni volta che parla delle lotte sociali in cui ha lottato e creduto fermamente. Ancora, la mia anziana vicina di casa è ancora pazzamente innamorata del marito deceduto 10 anni fa...continua a parlarne come se fosse ancora vivo!

In pratica...è l' amore che fa girare il mondo. L' amore è veramente per sempre ma, attenzione! Amare spesso, vuol dire anche soffrire, sperare nel bene della persona amata e saper sopportare e saper aspettare l' amore dell' altro..

Credo che il precariato dei sentimenti tanto generalizzato nelle varie "soap" abbia vita breve! Ci si innamora una sola volta nella vita, solo che a volte occorre reinnamorarci della persona amata e non lasciarci condizionare dal banale discorso che: "ma l' altro....è più interessante del mio lui.." No amici! perchè se ci si imbatte in tali ragionamenti, alla fine ci sarà sempre un "altro lui" più bello, più ricco, più sexy ecc ecc....

Che il Signore vi ricolmi di beni e possa farmi innamorare pazzamente, perchè è la sana pazzia che rende la vita meravigliosa! a presto!

sabato 12 settembre 2009

la ricompensa è in cielo

Ultimamente credo di aver fatto del bene a tante persone, c' è gente che si fa pagae profumatamente nel fare determinate attività. Io le faccio con amore, per aiuto del prossimo, senza niente in cambio. Spesso però, mi capita di essere solo ad affrontare tanti problemi, magari trovo qualcuno che mi da una pacca sulla spalla ma dice di avere altro a cui pensare e che i problemi sono "di chi li ha"! Che fare allora? comportarsi allo stesso modo? fregarsene di tutto e di tutti? No, probabilmente è la mia natura cercare di aiutare, e se Dio vorrà mi ricompenserà lui un giorno lassù.....

Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» 37 Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. 38 Questo è il grande e il primo comandamento. 39 Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».


Il Signore è il mio pastore:
nulla manca ad ogni attesa;
in verdissimi prati mi pasce,
mi disseta a placide acque.

È il ristoro dell'anima mia,
in sentieri diritti mi guida
per amore del santo suo nome,
dietro lui mi sento sicuro.

Pur se andassi per valle oscura
non avrò a temere alcun male:
perché sempre mi sei vicino,
mi sostieni col tuo vincastro.

Quale mensa per me tu prepari
sotto gli occhi dei miei nemici!
E di olio mi ungi il capo:
il mio calice è colmo di ebbrezza!

Bontà e grazia mi sono compagne
quanto dura il mio cammino:
io starò nella casa di Dio
lungo tutto il migrare dei giorni.

lunedì 20 luglio 2009

In pIedi costruttori di Pace!!!!

CREDENTI E NON CREDENTI...UNIVOCAMENTE VOGLIAMO LA PACEEE!!!!

sabato 18 luglio 2009


Alto e glorioso Dio, illumina il cuore mio, dammi fede retta,
speranza certa, carità perfetta. Dammi umiltà profonda,
dammi senno e cognoscimento, che io possa sempre servire
con gioia i tuoi comandamenti.

Rapisca ti prego Signore, l'ardente e dolce forza del tuo amore,
la mente mia da tutte le cose, perché io muoia per amor tuo,
come tu moristi per amor dell'amor mio.

martedì 30 giugno 2009

giovedì 25 giugno 2009

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.

3 Quale utilità ricava l`uomo da tutto l`affanno
per cui fatica sotto il sole?

4 Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.

5 Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

6 Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.

7 Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.

8 Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l`occhio di guardare
né mai l`orecchio è sazio di udire.

9 Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c`è niente di nuovo sotto il sole

10 C`è forse qualcosa di cui si possa dire:
"Guarda, questa è una novità"?
Proprio questa è già stata nei secoli
che ci hanno preceduto.

11 Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.

domenica 31 maggio 2009

martedì 19 maggio 2009

se non ami


Puoi decidere le strade che farai
puoi scalare le montagne oltre i limiti che hai
potrai essere qualcuno se ti va
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
non ha senso tutto quello che fai
puoi creare un grande impero intorno a te
costruire grattaceli e contare un po' di più
puoi comprare tutto quello che vuoi tu
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
se non ami
non hai il senso delle cose più piccole
le certezze che non trovi e che non dai
l amore attende e non è invadente e non grida mai
se parli ti ascolta tutto sopporta crede in quel che fai
e chiede di esser libero alle porte
e quando torna indietro ti darà di più
se non ami
se non ami
tutto il resto sa proprio di inutile
se non ami
non ti ami
non ci sei...
senza amore noi non siamo niente mai...

domenica 10 maggio 2009

le spighe di grano



ci sono diverse spighe di drago, alcune sono alte, dritte ma con poco frutto e ancora, ci sono spighe curve su se spette, curve per l' abbondanza di frutto che portano dentro. Le spighe belle e rivolte verso il sole sono quelle più appariscenti, quelle che apparentemente, sembrano le migliori ma in realtà sono solo piene di loro stesso ma senza valore al loro interno. La spiga curva su se stessa porta tanto frutto, la spiga umile, povera di esteriorità ma ricca al suo interno. Oggi più che mai viviamo in un mondo di apparenza e magnificenza ma in fondo ci sono sempre spighe curve e cariche di frutto e quel frutto è la carità che è il sale della terra e sostentamento per noi tutti, buona fine e buon inizio settimana

domenica 3 maggio 2009

nessuno ti ama come...


ho ascolato questa canzone nella Cappella di Tor Vergata a Roma ed è impossibile non ascoltarla con piacere

mercoledì 29 aprile 2009

return to rome


e siritorna a roma! periodicamente devo venire qui! ke caos il traffico ma adoro la capitale..ci si rilegge presto!!!!!

venerdì 24 aprile 2009

25 Aprile

ORE 2.30

STO ANCORA LAVORANDO AL PC...L' esaurimento non ha limiti e intanto fuori continua a diluviare...ma la primavera???

mercoledì 22 aprile 2009

vivi come credi...


Vivi come credi.
Fai cosa ti dice il cuore …ciò che vuoi,
una vita è un'opera di teatro
che non ha prove iniziali.
Canta, ridi, balla, ama
e vivi intensamente ogni momento della tua vita,
prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.
Charlie Chaplin

martedì 21 aprile 2009

minuetto


E' un'incognita ogni sera mia...
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...

E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte...
... E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!

Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...

So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua...
... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua...

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più...
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.

Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l'amore vero che sorriso ha...
Pensieri vanno e vengono, la vita è così...

venerdì 17 aprile 2009

Augusto


Ottavio, pronipote ed erede testamentario di Cesare, passato alla storia con il nome di Caio Giulio Cesare Augusto, fu il più grande baro della storia antica. Abile nel proseguire la finzione repubblicana svuotando nel contempo il vecchio regime di ogni contenuto effettivo, si fa nominare, senza curarsi del cursus honorum in uso, console a poco più di vent'anni, tribuno della plebe a quaranta, pontefice massimo e censore a cinquantuno. Grazie all'accumulo delle cariche diventa sovrano assoluto di un'immensa monarchia che riesce a rendere ereditaria. In campo militare, soldato di scarso valore, prevale ad Azio su Marco Antonio per merito di Agrippa, e amplia i confini romani servendosi di Tiberio. Infine, malgrado la sua sia stata un'epoca di progressivo dissesto finanziario, di conflitti all'interno della classe senatoria e di sollevazioni popolari nelle regioni di confine, riesce a sfruttare le capacità organizzative e propagandistiche di Mecenate e le doti poetiche di Virgilio, Orazio e Ovidio per tramandare ai posteri il mito della Pax Augusta e un'immagine di sé idealizzata. (Augusto-il grande baro, antonio Spinosa)

L'ambizione di Augusto era quella di essere fondatore di un optimus status, facendo rivivere le più antiche tradizioni romane e nel contempo tenendo conto delle problematiche dei tempi. Il mantenimento formale delle forme repubblicane, nelle quali si inseriva il nuovo concetto della personale auctoritas del princeps (primo fra pari), permise di risolvere i conflitti per il potere vissuti nell'ultimo secolo della Repubblica.

Ottaviano, una volta ricevuti i necessari poteri da parte di Senato e Popolo romano, cominciò ad assumere misure atte a dare all'Italia ed alle Province il sospirato benessere, dopo oltre un decennio di guerre civili: riordinò il cursus honorum delle magistrature repubblicane e promosse leggi che frenavano il diffondersi del celibato ed incoraggiavano la natalità, emanando la lex Julia de maritandis ordinibus del 18 a.C. e la lex Papia Poppaea del 9 d.C. (a completamento della prima legge).

mercoledì 15 aprile 2009

Trazim trazum

e ci vuole anche questo nella vita....

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martedì 14 aprile 2009

La zitella....


canto tipico salentino con cui ho trascorso le serate estive 2008....ciau salentu!

L'acqua di la funtana
è amara amara
ca cì nun era amara
ca cì nun era amara
L'acqua di la funtana
è amara amara
ca cì nu era amara
ammori miu me la bivia

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
ci vorrebbe 'na zitella

Comu gira comu zumpa e balla
comu gira la ninella mia
ci vorrebbe 'na zitella
accussì va la gioventù
Comu si porta beni
'sta vignanella
cusì sarà la donna
cusì sarà la donna
Comu si porta beni
'sta vignanella
cusì sarà la donna
ammore miu quann'è zitella

E mama m'è mandatu
a li zanguni
m'è dittu ca stasera
m'è dittu ca stasera
E mama m'è mandatu
a li zanguni
m'è dittu ca stasera
ammori miu so' maccarruni

Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
forzi ca t'è culpita
Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
ammori miu la giratura

Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
forzi ca t'è culpita
Marangia marangella
com'è 'ngiallita
forzi ca t'è culpita
ammori miu la giratura

sabato 11 aprile 2009

giovedì 9 aprile 2009

alla mensa della condivisione


Oggi la Chiesa ricorda l' istituzione dell' Eucarestia, Crsito diventa pane e vino da condividere con il proprio fratello. In queste ore fervono i preparativi della Messa Domini: grandi candelabri di argento e ottone, la Chiesa splendente di luci e fiori e tante persone presenti per questa liturgia. Eppure riesco sempre a trovare la nota stonata, cerco sempre l' ago nel pagliaglio e chiedo a me stesso: dove sarà celebrata la funzione più bella, quella più sentita dai fedeli? risposta ovvia: all' Aquila, nel campo dei terremotati, dove una grande tragedia racchiude in se stessa 100.000 drammi personali. In quel luogo ci sarà la vera condivisone, la vera pace, la vera ricerca della resurrezione......

mercoledì 8 aprile 2009

Eppure tutto il mio cuore è restato là....

Ciao Rita, sono tornata ieri sera da L'Aquila. Sono infermiera di Pronto Soccorso e 118 all'ospedale di Giulianova e sono partita il giorno dopo il sisma per l'Aquila con la SIMEIP, la società dei Pediatri Italiani per l'Emergenza.

Voglio dirvi che quello che vedete alla televisione non rende sufficientemente fede alla portata della tragedia. Vorrei che capiste come ci siamo centomila tragedie individuali, nella grande tragedia collettiva.

La mia vita lavorativa mi ha provato tantissime volte, potrei dire che condividere il dolore altrui, è la mia vita, eppure, questo è davvero troppo per tutti. Da ieri sera sono a casa ma la mia mente continua ad essere là e domani tornerò in quegli ospedali da campo, in quelle tendopoli dove respiri la dignità di una sofferenza immensa.

Voi vedete le macerie e le case inagibili, io ho preso una donna estratta dalle macerie. l'ho ripulita dei calcinacci nell'ospedale da campo, le ho applicato una flebo, non parlava e allora le ho accarezzato il viso e, con gli occhi negli occhi l'ho rassicurata. E' morta così, con l'ultima carezza e mentre le voltavo le spalle per andare da altri pazienti.

Non si potrà maidimenticare, come non potrò scordare la madre che ha perso il figlio e si contorce, si torce la mani, attorciglia le gambe e non riesce a piangere.

Il dramma degli studenti, quello che è andato a dormire con l'amico che aveva paura... uno è morto, l'altro è disperato.

Come potrò dimenticare questa silenziosa dignità di chi mi guarda e non osa chiedere niente mentre io so che i sopravvissuti hanno bisogno di tutto, delle cose più banali, delle ciabatte per togliere le scarpe che portano da tre giorni, degli assorbenti perchè nessuno ci pensa...

Ci sarebbero tante tragiche storie, ma quello che vorrei che tu dicessi è che questo è il senso della vita, non esiste altro, l'amore e la solidarietà.
Ieri pomeriggio abbiamo scoperto che una bimba di tre mesi non mangiava dalla mattina perchè il suo latte era irreperibile e l'abbiamo trovato perchè chi lo distribuisce si è messo a disposizione attraversando quel viadotto autostradale compromesso ed è corso a portarcelo. Come posso spiegarti la gioia che si prova quando vai a consegnarlo alla madre con una jeep del corpo forestale? Non esistono parole, la gioia e il dolore si leggono negli occhi, attraversano la pelle quando stringi una mano.....
Bastano questi contatti per capire
l'Amore.

Adesso sono qui, stanotte lavoro al Pronto Soccorso e domani sarò là, di nuovo.
Intanto penso a mio figlio che è a L'Aquila con gli scout e che in questi giorni non sono riuscita nè a vedere e nè a sentire, io sono qua e sono di nuovo stabile sulle mie gambe mentre ieri ero vacillante come sopra una giostra che non si ferma mai....
Eppure tutto il mio cuore è restato là....

lunedì 6 aprile 2009

la terra trema

Questa notte alle 3.30 ho rivissuto gli stessi attimi del 31 ottobre 2002 quandò la terra causò morti a due passi da casa mia. La scossa di questa notte è stata lunghissima, ho preferito restare a letto, non ho voluto alzarmi ma ho subito pensato al peggio: "è stata una scossa sussultoria troppo forte...temo che ci siano state gravi conseguenze". In questi momenti non fai altro che pensare a cosa sia facile morire a questo mondo, accumulare ricchezze non serve a niente...Purtroppo ennesime vittime di questa catastrofe sono ancora bambini...povere anime. Signore abbi pietà di noi.

domenica 5 aprile 2009

di chi avrò timore?




Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.


Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
mi solleva sulla rupe.
E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano;

immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza,

inni di gioia canterò al Signore.



Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”;
il tuo volto, Signore, io cerco.


Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.
Mostrami, Signore, la tua via,
guidami sul retto cammino,
a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

venerdì 3 aprile 2009

e ancora oggi innocenti vengono condannati a morte

Nei movimenti francescani mi hanno insegnato che il Vangelo non va storicizzato ma occorre costantemente passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al vangelo. Questo piccolo spezzone del film di Gibson mi aiuta a riflettere sulla nostra realtà.
Quante ingiustizie al mondo? quante ipocrisie nella nostra amata Italia? Qui nel bel paese spesso la soluzione giusta e sana non viene mai presa. Qui quando una persona sbaglia viene premiata, proprio come Barabba. Oggi come ieri la storia si ripete, i nostri politici dovrebbero essere in galera e invece..sono a legiferare in parlamento. I brigatisti che assassinarono Aldo Moro? Sono tutti in libertà, sono Manager di aziende o lavorano per partiti politici. Quando eravamo bambini pensavamo che siamo resi conto che non è così, troppe volte i buoni pagano colpe che non hanno commesso. Ma allora questo Dio perchè ha lasciato vincere la ridicola psicologia umana? Forse perchè voleva essere uno di noi, doveva trasformare uno strumento di morte, in uno strumento di salvezza. Cristo era povero, mangiava con le prostitute e i suoi amici erano poveri "Cristi" o gente emarginata dal popolo.
Cristo non ha voluto lasciarci soli, ma dimostrarci che la vita è bella e va vissuta lo stesso perchè prima o poi il bene torna nella vita. Sicuramente Cristo non vuole questa nostra Chiesa ricca, obesa e pigra grazie a 1500 anni di potere..eppure andiamo avanti, eppure il bene esiste e credo che il vero Cristo, è con noi ogni volta che la vita e gli uomini ce lo mettono lì...proprio in quel posto..Coraggio, non siamo mai soli.

Isaia 53

Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
value="http://www.youtube.com/v/dyhInQaIImo&hl=it&fs=1">

giovedì 2 aprile 2009

Grazie Giovanni Paolo


Voi tutti che già avete la inestimabile ventura di credere,

– voi tutti che ancora cercate Dio,

– e pure voi tormentati dal dubbio:

vogliate accogliere ancora una volta – oggi e in questo sacro luogo – le parole pronunciate da Simon Pietro. In quelle parole è la fede della Chiesa. In quelle stesse parole è la nuova verità, anzi, l’ultima e definitiva verità sull’uomo: il figlio del Dio vivente. “Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente”!


mercoledì 1 aprile 2009

“I colori della vita”


Ho imparato che nella vita si è soli sempre,
che bisogna stringere i denti
e non versare lacrime per chi non merita.
Ho imparato che urlare al cielo non serve a niente,
che essere veri è una virtù che si fa pagare cara.
Ho imparato che i desideri non sono pensieri
e i pensieri non sono sogni,
che la vita va avanti solo se si cammina a testa alta nonostante tutto,
altrimenti si è solo un aquilone che si perde tra l’immenso celeste perchè ha perso il filo, unica sua guida tra questa oscurità.


S. Vaccarella e R. Molnar – Classe IV C istituto magistrale Guglionesi (cb)

lunedì 30 marzo 2009

e pensiamo ancora ai profilattici....



ennesima vittima dell' AIDS in Ciad, a comunicarmelo è un amico frate che lavora e aiuta da 35 anni nel cuore dell' Africa. Purtroppo questa terrificante malattia è arrivata anche in questa zona dell' Africa e il numero delle vittime è impressionante. In questo stato la prostituzione è elevata, la donna è purtroppo in molte realtà ridotta allo stato di schiva. La poligamia è accettata nella popolazione mussulmana, le condizioni igienico sanitarie sono pessime. Ma noi europei a cosa pensiamo? che lì...in quel paese...ci si accoppia come le bestie, perchè lì..la televisione non c' è! Perchè lì...la civiltà ancora non arriva..e allora perchè no...diamo solo il 5% delle estrazioni petrolifere allo stato del Ciad, e perchè no stronchiamo la natività africana con un preserbativo!
Tanto...questi bambini sono destinati a moriri di Aids o di fame, perchè tanta sofferenza...lasciamoli al loro destino...eppure non c' è stato quasi nessuno in Ciad.. magari versiamo 5 euro al Ciad per sentirci più felici ma... diamogli i profilattici..per il loro bene..eppure in Ciad la grande maggioranza di noi non c' è mai stata e allora lasciamo la parola a CHI IN CIAD CI VIVE E CI LAVORA PER GLI ALTRI.
Come tanti frati che hanno rinunciato alle loro famiglie e mettono a rischi il loro culo...per andare in Ciad a dire a queste popolazioni che loro hanno un futuro, che loro...sono unici e irripetibili e non devono sentirsi in colpa per essere nati...nel lato di mondo sbagliato. Ecco date a questa gente il profilattico, e fregatevene altamente dell' opinione di religiosi e medetici che vivono faccia a faccia con malati di AIDS.

domenica 29 marzo 2009

crescendo e cercando


"io non chiedo un poco più di pane ma che tu lo mangi insieme a me" che frase stupenda in questa canzone! Immagino che sia Gesù a pronunciare queste parole, a volte la vita è orribile, amara e utopistica ma sul nostro cammino incontriamo sempre qualcuno voglioso di condivide il male e il bene che il futuro ci riserva.. Crescendo e cercando insieme..pace!

Sono nato anch'io sotto un passaggio di stelle
e nel cuore Dio fu come nella notte un tuono
ho viaggiato il mio destino tra l'anima e la pelle
muto in ogni addio da solo il vento non ha suono
io non chiedo un poco più di pane
ma che tu lo mangi insieme a me
e non credo che ci sia una pace mai
se la pace non è dentro te
e così crescendo e cercando
via altrove e come e quando
troveremo infine chissà la via della felicità
ogni dì crescendo e cercando sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia
sono stato già in tutti i luoghi del mondo
in qualunque età e mille storie quasi uguali
ho volato là nel sogno da sempre sullo sfondo
ma la vita va è appena un battito di ali
io non spero che mi dia da bere
chi non sa la sete che cos'è
e sospiro per aver del bene se
solo può far bene pure a te (un soffio d'amore)
e così crescendo e cercando qui e altrove e come e quando
troveremo infine chissà la via della felicità
ogni dì crescendo e cercando sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia
e così crescendo e cercando sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia
crescendo e cercando
la via della felicità

giovedì 26 marzo 2009

La perfetta letizia!

da ascoltare nei forti momenti di tristezza!
Frate Leone, agnello del Signore
Per quanto possa un frate
Sull'acqua camminare.
Sanare gli ammalati
O vincere ogni male.
O far vedere i ciechi
E i morti camminare.

Frate Leone, pecorella del Signore
Per quanto possa un santo frate
Parlare ai pesci e agli animali
E possa ammansire i lupi
E farli amici come cani
Per quanto possa lui svelare, che cosa ci darà il domani
Tu scrivi che questa... non è:
Perfetta letizia, perfetta letizia
Perfetta letizia...

Frate Leone, agnello del Signore
Per quanto possa un Frate
Parlare tanto bene
Da far capire i sordi, e convertire i ladri
Per quanto anche all'inferno
Lui possa far Cristiani
Tu scrivi che, questa... non è:
Perfetta letizia, perfetta letizia
Perfetta letizia...

Se in mezzo a frate inverno
Tra neve freddo vento
Stasera arriveremo a casa
E busseremo giù al portone
Bagnati, stanchi ed affamati
Ci scambieranno per due ladri
Ci scacceranno come cani
Ci prenderanno a bastonate
E al freddo toccherà aspettare
Con Sora Notte e Sora Fame
E se sapremo pazientare
Bagnati, stanchi e bastonati
Pensando che così Dio vuole
E il Male trasformarlo in bene
Tu scrivi che
Questa... è:
Perfetta letizia, Perfetta letizia, Perfetta letizia...
Frate Leone questa è...
Frate Leone questa è...
Frate Leone questa è...
Frate Leone questa è...
Perfetta letizia, perfetta letizia, perfetta letizia...


domenica 22 marzo 2009

Delusione al vertice: l'acqua resta una "necessità" e non diventa un "diritto"

Nessun accordo sul "diritto di accesso all’acqua" al Forum mondiale sull’acqua, conclusosi a Istanbul dopo una settimana di lavori che ha visto coinvolte oltre 25.000 persone, in rappresentanza di 155 paesi. Il punto di contesa sta nella definizione di acqua come bene, portata avanti dalle multinazionali, o invece dell'acqua come diritto. E nella dichiarazione finale si afferma la necessità di migliorare l’accesso all’acqua e l’azione di bonifica in tutto il mondo, ma non il "diritto all’accesso all’acqua", chiesto con forza da numerose organizzazioni non governative e da diversi Paesi.

NECESSITA' MA NON DIRITTO - Nella giornata mondiale dell’acqua, il testo conclusivo del Forum indica diversi impegni: necessità di fare economia di acqua, in particolare nel settore agricolo, e di contrastare l’inquinamento, sia nei corsi d’acqua che nelle falde freatiche. Francia, Spagna e molti paesi dell’America latina e del continente africano hanno tentato, senza riuscirci, di modificare il testo. La dichiarazione finale afferma che l’accesso all’acqua potabile e alla bonifica è una "necessità umana fondamentale", ma non un "diritto". «Siamo rattristati. Ci è stato impedito di apportare modifiche al documento», ha detto un delegato etiope. Da parte sua, il Partenariato francese per l’acqua (Pfe), che riunisce rappresentanti dello Stato, delle comunità locali, delle imprese e delle ong, ha "deplorato" l’assenza del "diritto all’acqua" nel documento. Venerdì scorso, il ministro francese per l’Ambiente, Chantal Jouanno, aveva chiaramente chiesto che il testo fosse rafforzato in tale direzione: «Come si può parlare di diritti dell’uomo se non si parla di diritto all’accesso all’acqua? E’ il diritto che condiziona tutti gli altri».

LE CIFRE DELL'EMERGENZA - Sono otto milioni i decessi annui attribuiti alla carenza di acqua e servizi igienico-sanitari, più di un miliardo di persone hanno limiti di accesso all'acqua potabile, 1,1 miliardi di persone non hanno accesso alle risorse idriche, 2,6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari, 3.900 bambini muoiono ogni giorno a causa della mancanza di acqua, l'inquinamento dei corsi d'acqua e delle falde del sottosuolo. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, lanciato in parallelo al Forum, il rischio per la Terra è che al 2030 metà popolazione mondiale resti assetata, ma è l'Africa a dover affrontare la sfida più grande. Il segretario generale del Forum Oktay Tabasaran parla del documento come di «una piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all'acqua, che non possiamo ignorare» per la sopravvivenza del nostro Pianeta. «È un documento importante - conclude il ministro turco dell'Ambiente Veysel Eroglu - che servirà da riferimento a livello governativo».

IN ITALIA SCORRE UN FIUME DI ACQUA IN BOTTIGLIA - Agli italiani piace l'acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, e sono disposti a pagarla mille volte di più di quella che esce dal rubinetto delle loro case (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia). Con 196 litri pro-capite all'anno l'Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia e il terzo al mondo, dopo Emirati Arabi (260 l/anno procapite) e Messico (205)

CORRIERE.IT

giovedì 19 marzo 2009

Cos' è la chiesa?


Oggi i mass media non fanno altro che attaccare il Papa sulle solite questioni:
gay, profilattici, cellule staminali ecc ecc..SONO STUFO! STUFO DI QUESTA MONOTONIA!
La Chiesa può pensarla come vuole ma deve assolutamente testimoniare l' amore di Dio!
Il primo obiettivo di noi Cristiani è amare, amare incondizionatamente il prossimo!
Se non ci fosse la Chiesa non ci sarebbero centri di accoglienza per malati, le altre religioni non avrebbero un posto dove pregare il loro Dio e non ci sarebbero persone pronte ad asciugare le nostre lacrime. Io sono stato in una missione Cristiana in Albania, ho pubblicato foto e emozioni di quel periodo della mia vita dove ho visto MIRACOLI!! Ma soprattutto se non ci fosse la Chiesa non ci sarebbe la speranza di un mondo migliore. La Chiesa è fatta da uomini ma retta da Cristo, siamo tutti nelle sue mani e noi, nella nostra povertà non possiamo fare altro che renderci testimoni di coloro che non hanno mai voce in capitolo: gli ultimi. Io personalmente credo che la Chiesa abbia ragione sulla questione contraccettivi, sono inutili, perchè se ami veramente una persona ti doni fisicamente a quella persona quando hai un progetto di vita con quella persona, altrimenti aspetti, perchè il sesso dura anche meno di 5 minuti ma l' amore dura una vita, se veramente amore è! La felicità è farci conoscere sessualmente solo ad una persona, donarsi totalmente ed unicamente ad un uomo come segno e atto di amore. Io forse sono solo uno dei pochi romantici, uno dei pochi sognatori che credono ancora nella verginità ma queste cose le ho capite commettendo gravi errori, attroci errori che porterò a vita dentro di me. Riflettete gente, tornate alla spensieratezza e alla semplicità di quando eravate bambini perchè la chiesa non è limitazione ma il perfetto contrario. tolleranza e amore incondizionato. scusa te lo sfogo....

martedì 17 marzo 2009

se tu sapessi



Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi
Se tu sapessi con quanto amore
asciugo le tue lacrime
Se tu sapessi con quanto amore
ti prendo per mano affinché tu non cada
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo
mentre annaspi nel caos della vita
E ogni istante, minuto, ora
della giornata ti sono accanto.

In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d'ali
In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso
Vorrei volare assieme a te,
e forse un giorno lo faremo
quando sarai consapevole della tua divinità
aprirai le ali e volerai felice
capirai cosa sono, e quanto ti amo.

Ora non volo ma cammino assieme a te
a fianco a te. Io sono il tuo angelo
quello della tua anima, del tuo cuore
quell'angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio
e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore.

Io sono il tuo angelo,
quello che mai ti abbandonerà
quell'angelo che aspetta solo un tuo ...si....
per rivelarsi al tuo cuore.

Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo
che a volte è così triste e non ce la fa a vedere la luce.
Se tu sapessi con quanto amore stringo al tua mano
quando scrivi parole che non riesci a condividere
se tu sapessi con quanta gioia
mi stringo al tuo cuore quando regali un sorriso.
Se tu sapessi.. che ti sono accanto sempre
in ogni stante e maggiormente nei momenti difficili.
Raccolgo i ricordi più belli che a volte tendi a dimenticare
raccolgo l'amore seppellito nel tuo cuore
e te lo ripropongo attraverso gli incontri casuali
attraverso il tuo stesso sguardo riflesso su di uno specchio.

Se solo sapessi quanto soffro insieme a te dell'amaro della vita
Vorrei accarezzarti con mani di carne..
ma lo sussurro a chi ti sta accanto..
vorrei dirti le parole più vere dell'amore,
ma lo suggerisco a chi ti regala una parola.
Vorrei vederti raccogliere tutto l'amore che semini
per sentirti soddisfatto della tua vita
ma come ogni cosa.. il tempo lascerà crescere il frutto che tu stesso hai fatto nascere.

Gioisci perché attraverso le tue mani
io regalo l'amore a chi ha la fortuna di incontrarti.
Tu non lo sai forse ma io sono il tuo angelo..
quello che mai ti abbandonerà e che è qui solo per te
e grazie a te può amare il mondo.

sabato 14 marzo 2009

Sorridi! Sei su Candid Camera!


La vita non smette mai di stupirci!
ieri ero diretto a prendere il treno per tornare a casa quando a qualche metro da me, osservo una ragazza inciampare a terra. Io da vero gentlemen (almeno credo) la aiuto a rialzarsi, dopo pochi attimi ho avuto modo di notare che quei lunghi capelli neri nascondevano una barba... Io resto attonito e il ragazzo...mi stampa due baci sulle guance. Io confuso me la do a gambe pensando: "un trans...ora ci prova con me.." poi il tipo mi sorride mi fa i compliementi e mi indica il suo compare dentro un' auto che aveva ripreso le mie performances con la telecamera. Subito dopo quest' ultimo ancora divertito dalla situazione mi richiama alla sua attenzione chiedendomi di firmare un lungo foglio A4 con le mie generalità. Lui disse che serviva per la privacy...che dovevo fidarmi, che lavoravano per una rete locale abbruzzese! non avendo tempo per leggermi tutto il papiro mi congedo dicendo di non firmare. Racconterò piacevolmente questa storia ai miei nipotini ma ricordando loro di non firmare carte per strada! ^___^

giovedì 12 marzo 2009

liberatelo



Ce ne fossero di medici come lui, pronti a lasciare la loro famiglia per aiutare malati in paesi lontani!

KHARTOUM - Tre operatori della sezione belga di Medici senza Frontiere, tra cui il medico italiano Mauro D'Ascanio, originario di Vicenza, sono stati sequestrati nella regione sudanese del Darfur. Sconosciuto il gruppo dei rapitori, che ha chiesto un riscatto per la liberazione. Gli altri ostaggi sono il medico francese Raphael Meonier (coordinatore della missione) e l'infermiera canadese Laura Archer. D'Ascanio, 34 anni, era in Sudan da sei mesi. La Farnesina ha confermato il rapimento dell'italiano, chiedendo però di mantenere il massimo riserbo sulla vicenda, ed è in contatto con il presidente della Repubblica Napolitano, che «segue con viva preoccupazione la vicenda» e ha espresso «l’auspicio che le azioni in atto possano condurre rapidamente a una positiva soluzione».

mercoledì 11 marzo 2009

eccomi di ritorno!

Ciao amici blogger! gli ultimi 15 giorni sono stati tremendi tra impegni personali e professionali che ho accantonato la mia area virtuale. Sinceramente credo di essere ina fase poco creativa perchè sono settimane che non ho la possibilità di stare con me stesso: ascoltarmi, riflettere, meditare su me stesso. Grazie a tutti coloro che si sono preoccupati per la mia assenza e a breve tornerò a commentare i vostri stupendi blog, carichi di emozioni e sentimenti.

vi lascio con una incredibile foto...



occorre essere creativi....

martedì 24 febbraio 2009

domenica 22 febbraio 2009

Ciao zia

riposa in pace

sabato 21 febbraio 2009

venerdì 20 febbraio 2009

E crescendo impari.....


E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo )

luca era gay....



c' è speranza per tutti

giovedì 19 febbraio 2009

IL mito di Diomede


Diomede è un personaggio della mitologia greca. Figlio di Tideo e di Deipile, fu uno dei principali eroi achei della guerra degli Epigoni e della Guerra di Troia. Oltre all’importanza come guerriero, Diomede assume un ruolo rilevante come diffusore della civiltà, specie nell’Adriatico.
La stirpe di Diomede regnava su Calidone, ma il nonno Eneo era stato spodestato da un usurpatore. Diomede così nacque in esilio, ad Argo. Rimase orfano da bambino: suo padre morì sotto le mura di Tebe, città posta sotto assedio per riportare sul suo trono il legittimo regnante.

Diomede passò la giovinezza ad allenarsi nell’arte della guerra insieme ai sei figli degli altri comandanti morti a Tebe, nel desiderio di vendicare la morte del padre, di ridare il trono a suo nonno e di far trionfare così la giustizia. Una volta adulti, Diomede e i suoi compagni furono i sette Epigoni: indissero la seconda guerra contro Tebe e la vinsero. Durante la guerra però morì il re di Argo.

Dopo aver combattuto sotto le mura di Tebe, Diomede volle anche ridare il trono a suo nonno Eneo; con l'aiuto di un compagno ci riuscì e finalmente tornò a casa. Ad Argo Diomede si sposò con Egialea, orfana del re, e diventò così re della sua città. Ora avrebbe voluto governare in pace e dedicarsi alle gioie familiari. Ben presto, però, dovette partire per la guerra di Troia.

Dante Alighieri parla di Diomede nell'VIII cerchio (Inferno - Canto ventiseiesimo), VIII bolgia, la bolgia dei consiglieri fraudolenti, che nella loro vita reale agirono di nascosto e quindi la loro pena nell'inferno sarà quella di essere celati dalle fiamme alla vista altrui. Egli infatti si trova avvolto in una fiamma insieme con Ulisse, poiché proprio con lui andò a rubare nel Palladio la statua da cui dipendevano le sorti di Troia.

martedì 17 febbraio 2009

Paolo di Tarso


“Lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, secondo i disegni di Dio” (Romani 8, 18-27).

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla” (1 Corinzi, 13).

“Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.Romani (8, 35-39)


questo è Paolo di Tarso

lunedì 16 febbraio 2009

la storia della Nutella


Quanti di noi non riescono a stare lontani da questo stupendo prodotto made in Italy?
Quante diete sono andate a farsi benedire per l' irrinuniciabile sapore della Nutella


La Nutella vera e propria, come la conosciamo tutti noi oggi, nasce ufficialmente nel 1964, ma le sue origini risalgono al periodo postbellico, siamo esattamente nel 1945, nel retrobottega della pasticceria Ferrero, ad Alba in Piemonte.

In quel periodo giravano pochi soldi e soprattutto la gente non poteva permettersi di spendere per comprare i dolci. Già da tempo Mastro Pietro Ferrero stava tentando di creare un nuovo prodotto, a base di cioccolato, che fosse però poco costoso ma comunque buono. Fu in una sera come tante che Mastro Ferrero ebbe l’idea illuminata di amalgamare l’impasto già noto del cioccolato gianduia (vedi storia del gianduiotto) con il burro di cocco, ciò che ne venne fuori fu una specie di marmellata semisolida. Una volta raffreddato in uno stampo rettangolre, l’impasto si trasformò in una sorta di grosso panetto solido da tagliare a fette. Era nata la Nutella! Il suo primo nome tuttavia fu “Giandujot”, ispirato ad un classico della pasticceria piemontese. Il nuovo prodotto riscosse immediatamente un successo inaspettato e Pietro Ferrero ebbe un’altra geniale intuizione: distribuire il suo prodotto non solo in panetti da tagliare, ma anche in porzioni più ridotte da vendere singolarmente, nacque il cremino.

Alcuni sostengono che nella torrida estate del 1949 i panetti di “Giandujot” si scioglievano come neve al sole così i negozianti decisero di mettere la crema in barattoli e di rivenderla come crema da spalmare. Altri invece sostengono che il cioccolato si sciolse nei magazzini di Alba e il prodotto fu immediatamente travasato in dei barattoli. il nuovo prodotto veniva venduto in bicchieri e barattoli di vetro con il nome di Supercrema, si trattava di uno dei prodotti a base di cioccolato più economici reperibili sul mercato.

La svolta definitiva arriva però nel 1964 con il figlio di Pietro Ferrero, Michele il quale decide di perfezionare la formula rendendola ancora più morbida e attribuendole un nuovo nome: Nutella. La scelta di questo nome non fu casuale ma Nutella deriva da “danut” , che in inglese significa nocciola, accompagnato dal vezzeggiativo ...”ella” proprio a suggerirne l’uso quasi ludico. Anche la grafica si dimostra vincente: una grande “N” in nera e tutto il resto della scritta in rosso. Da quel momento in poi il successo della Nutella non ha mai conosciuto momenti di difficoltà. Da più di quarant’anni piace ai bambini ma anche agli adulti di tutte le età! Sui di Lei sono stati scritti libri e Le sono state dedicate scene di film importanti. Si tratta di un vero e proprio mito dal fascino, dal gusto, ma soprattutto dal successo intramontabile.

giovedì 12 febbraio 2009

sono a Roma


fino a domenica cari amici blogger sarò a roma! arrivederci a lunedì!!

mercoledì 11 febbraio 2009

Dedicato alla politica



questa frase dovrebbe essere ben leggibile
all' ingresso del parlamento italiano

"lasciatemi la presunzione
di sentirmi letale:
a volte duro, a volte
liquame"

Caparezza

lunedì 9 febbraio 2009

Ciao Eluana


Eterno riposo
dona a lei
o Signore e
splenda a lei
la luce perpetua
riposi in pace
Amen

domenica 8 febbraio 2009

vivere in armonia con la mia famiglia


“Siamo dovuti andare via dal nostro Paese a causa dei problemi politici e perché non c'è pace… dappertutto si incontrano soldati che uccidono…” Questa è la testimonianza di Silvia, giovane ragazza nigeriana, la quale ha accettato di raccontare a gli amici di Tele Radio Padre Pio il suo “viaggio della speranza” attraversando il deserto del Sahara per proseguire verso l’Italia. In effetti, il deserto viene attraversato da migranti economici, in maggior parte dell'Africa occidentale, e rifugiati politici, provenienti soprattutto dal Corno d'Africa. Le traversate si effettuano a bordo di camion o fuoristrada, affidati alla guida di organizzazioni criminali che gestiscono il passaggio clandestino di uomini e merci. La prima rotta migratoria attraversa il Niger, congiungendo l'Africa centrale e occidentale alla Libia, da dove il viaggio prosegue verso l'Italia. Durante il viaggio, i migranti e i rifugiati sono spesso vittime della brutalità della polizia e dei ribelli come ci racconta la stessa Silvia: “ Il viaggio non è stato facile. Ho visto morire con i miei occhi compagni di viaggio con cui eravamo partiti. Siamo stati in mezzo al deserto, senza acqua né cibo. Ho visto gente malata, ferita e addirittura uccisa. Abbiamo sofferto la fame e la sete senza alcuna assistenza…” Silvia, non potrà mai dimenticare gli orrori di ciò che ha vissuto, i dolorosi percorsi delle persone coinvolte, le loro sofferenze, la tragica fine delle speranze di amici d’avventura. Attualmente fa parte di quei tanti immigrati e rifugiati politici accolti presso il campo di Borgo Mezzanone, centro di “Prima Identificazione” della Prefettura di Foggia. Qui, Silvia, trascorre le sue giornate con la speranza di poter trovare una sistemazione definitiva in Italia e con una preghiera quotidiana a Dio che racchiude il suo sogno : “ Prego Dio perché possa, quanto prima avere un documento che mi permetta di lavorare e farmi raggiungere dalla mia famiglia. Mi mancano i miei bambini …ogni giorno piango per i miei figli. Questo è il mio sogno. Questa è la preghiera che faccio tutti i giorni. Silvia è un nome fittizio, usato per proteggere la sua privacy, che in sintesi racconta la storia drammatica e crudele di tanti immigrati e rifugiati che raggiungono le coste italiane in cerca di un futuro migliore. L’intervista integrale andrà in onda giovedì 29 gennaio 2009 su Tele Radio Padre Pio, alle ore 18.20 circa, all’interno del programma: “Un senso, un traguardo”.

sabato 7 febbraio 2009

Inizia l'agonia

dal corriere della sera

Le saranno dati ansiolitici e antiepilettici. Il cuore potrebbe fermarsi in meno di due settimane

UDINE — Eluana ha iniziato a morire. Da ieri è in atto la seconda fase del protocollo medico che farà tornare indietro le lancette del tempo, fino a quel 18 gennaio 1992, quando, in fin di vita per un incidente stradale, venne ricoverata all'ospedale di Lecco. Per riconsegnarla al suo destino, deviato 17 anni fa da una «rianimazione sbagliata», Amato De Monte e Carlo Alberto Defanti, i medici che la seguiranno fino alla morte, hanno concordato lo stop alla terapia di alimentazione e idratazione artificiali. «Quantità azzerate» nelle ultime 24 ore.

Di fatto, però, nonostante sia stabilita una precisa tabella di marcia, depositata anche in procura e questura, ogni particolare potrà subire modifiche. Sarà De Monte, primario di rianimazione dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, capo dell'équipe di volontari che ha preso in carico Eluana, a dettare le prescrizioni giorno dopo giorno, d'accordo con il neurologo che da 12 anni cura la donna. Quindici giorni, la durata del protocollo, in realtà nessuno può prevederlo. «Andrà avanti fino a quando sarà necessario», come ha spiegato Defanti.

Il conto alla rovescia

Il conto alla rovescia è già iniziato. Eluana sdraiata nel letto, un infermiere che l'assiste, fuori dalla stanza le guardie giurate. Non c'è molto da fare, ormai, se non accudirla, starle vicino, curare ogni sua reazione, ogni conseguenza legata alla sospensione dei nutrienti. Per questo, lo prevede il protocollo, ci sono due farmaci pronti per l'uso: infusioni sottocutanee di «Delorazepam» (ansiolitico) e iniezioni di «Fenobarbitale Luminale» (anti-epilettico) per prevenire gli spasmi. Si deciderà al momento. Quando sarà opportuno. Se aumentare le dosi, quando somministrare le sostanze. Perché Eluana potrebbe reagire, il suo corpo percepire l'assenza di liquidi, la progressiva diminuzione delle riserve, e fare i conti con la disidratazione. È quello che l'aspetta. Ma non nei prossimi tre-quattro giorni. Il suo volto resterà ancora intatto, le guance piene, gli occhi allungati, le labbra rosa. Certo non come nelle foto, l'azzurro sulle palpebre, i capelli lucidi e lunghi, le pose da modella in tuta da sci o a cena con le amiche. Ma pur sempre bella, anche oggi, soprattutto per la pelle, ancora bianca e distesa.

Il decadimento
Poi arriverà il decadimento. Con sintomi evidenti, manifestazioni inevitabili. Ma il decreto della Corte d'appello di Milano ha previsto anche questo, indicando «modalità tali da garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio, come umidificazioni frequenti delle mucose, somministrazione di sostanze idonee ad eliminare l'eventuale disagio da carenza di liquidi, cura dell'igiene del corpo e dell'abbigliamento». Una lista a titolo esemplificativo. In realtà ci penseranno gli infermieri ad alleviare i disagi, come si fa per qualunque malato terminale. E così sarà anche per Eluana quando il viso comincerà ad affilarsi, e zigomi e naso spunteranno sempre più pronunciati. Ma nessuno permetterà che la sua pelle si raggrinzisca e perda il candore, o che le labbra si essicchino al punto da spaccarsi.

Il progressivo torpore

E se i sedativi calmeranno contratture e crampi dovuti alla carenza di sali minerali, e le mucose verranno mantenute idratate, nulla potrà impedire che Eluana sprofondi in un progressivo torpore, tipico della privazione d'acqua, per poi diventare coma, sonno profondo. O che i suoi organi interni comincino a non funzionare. Il processo, secondo Defanti, potrebbe diventare irreversibile tra quattro-cinque giorni. Secondo l'anestesista che staccò il respiratore a Welby, Mario Ricco, ne potrebbero bastare tre-quattro. A questo punto il cerchio si chiuderà. E il tempo sarà tornato indietro, come ha sempre chiesto papà Beppino, in quella sala di rianimazione dell'ospedale di Lecco, dove un medico decise di salvarle la vita senza tener conto che lei, così, non l'avrebbe voluta.Questa volta, a meno di nuovi impedimenti, il suo cuore si fermerà, forse tra 10-12 giorni (nessuno può dirlo), per un prevedibile arresto cardiaco, conseguenza della disidratazione. Con lei, fino ad allora, l'inseparabile sondino.

Grazia Maria Mottola
gmottola@corriere.it

venerdì 6 febbraio 2009

Eluana, Napolitano non firma il decreto

ANCORA UNA VOLTA LA POLITICA STRUMENTALIZZA LA VITA UMANA E NUOVAMENTE DESTRA E SINOSTRA AFFRONTANO CON IDEE DIVERSE ARGOMENTI INPORTANTISSIMI
(Dal Corriere.it)
UDINE - Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che obbliga alimentazione e idratazione per soggetti non autosufficienti. Il testo recepisce le linee del decreto approvato venerdì mattina dal governo ma su cui il presidente Napolitano non ha apposto la firma. Alla riunione, presieduta dal premier Berlusconi, hanno partecipato il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Altero Matteoli, Andrea Ronchi, Giorgia Meloni e Stefania Prestigiacomo. Assenti per motivi "logistici" i ministri della Lega, che però hanno chiamato il presidente del Consiglio per esprimere il proprio sostegno all'iniziativa. Il ddl è stato immediatamente inviato al Senato e Berlusconi non esclude che il via libera possa arrivare a breve: «Dipende da loro. I gruppi sono già in stretto contatto». Il presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge.

BERLUSCONI: APPELLO A SCHIFANI - «Abbiamo preso atto del rifiuto del capo dello Stato ma abbiamo ribadito l'urgenza del provvedimento - ha detto Berlusconi al termine del vertice di governo -. Ci siamo riuniti e abbiamo approvato un disegno di legge che recepisce il testo del decreto». Il premier ha detto che la risposta del Parlamento arriverà in breve tempo: «Il governo - ha spiegato - ha rivolto un accorato appello al presidente del Senato per una immediata convocazione del Senato in seduta straordinaria. Credo che convocherà subito una riunione dei gruppi e poi i gruppi decideranno quando potersi riunire. Se ci sarà la volontà di fare presto, noi crediamo ci possa essere una risposta da parte del Parlamento in pochissimo tempo». «Potrebbe non essere troppo tardi per Eluana - ha aggiunto Berlusconi -. Per una persona normale è possibile stare due o tre giorni senza bere, rivolgetevi a Pannella».

L'ITER PARLAMENTARE - In realtà, salvo accelerazioni, il ddl inizierà il suo iter lunedì, dopo la conferenza dei capigruppo (prevista alle 12) che decide l'assegnazione del testo, presumibilmente alla commissione Sanità dove è già in atto la discussione sul testamento biologico. A quel punto il presidente della commissione Antonio Tomassini convoca l'ufficio di presidenza per disporre le procedure necessarie e verifica se esiste una volontà politica concorde per accelerare l'esame del provvedimento che, se approvato in sede deliberante, non dovrebbe passare in Aula. Nel caso non dovesse riscontrarsi un clima di concordia politica fra le diverse forze, sulla base dell'art. 72 della Costituzione, o il governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto dei commissari possono richiedere il passaggio in Aula. Si tratterebbe di una decisione strategica cui la maggioranza potrebbe fare ricorso perché, una volta in Aula, è possibile contingentare i tempi e far decadere eventuali emendamenti.

giovedì 5 febbraio 2009

ciao Padania


Oggi come non mai si parla di federalismo, di Sud come zavorra del Pil del nostro Stato, ma io che ci sono nato al sud vorrei ricordare che il meridione è una terra stupenda di fede, di amore e tanta gente che ha fatto e continuerà a fare l' Italia!

C’è una musica in quel treno
che si muove e va lontano
musica di terza classe
in partenza per Milano
c’è una musica che batte
come batte forte il cuore
di chi parte contadino
ed arriverà terrone.
C’è una musica in quel sole
che negli occhi ancora brucia
nell’orgoglio dei braccianti
figli della Magna Grecia
in quel sogno di emigranti
grande come è grande il mare
che si porta i bastimenti
per le Americhe lontane
(E chi parte oggi pe’ turnare crai(1)
e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
e si porta il suo dialetto.
(None none none none
Lieva la capa da lu sole
Ca t’abbruciarrai lu viso
Perdarrai lu tuo colore
None none none none
Piglia lu libro e va alla scola
Quando te ‘mpari a legge e a scrive
Tanto te ‘mpari a fa l’amore)(2)
C’è una musica nei sogni
di chi dorme alle stazioni
negli antichi sentimenti
delle nuove emigrazioni
c’è una musica nel viaggio
dalla terra di nessuno
di chi porta nel futuro
i tamburi del villaggio.
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).(3)
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
col suo ritmo maledetto
E sarà quel racconto
E sarà quella canzone
Che ha a che fare coi briganti
E coi santi in processione
Che ha a che fare coi perdenti
Della civiltà globale
Vincitori della gara
A chi è più meridionale.

Le Radici Ca tieni


Se non dimentichi mai le tue radici
Rispetti anche quelle dei paesi lontani
Se non scordi mai da dove vieni
Dai più valore alla tua cultura
Siamo salentini, cittadini del mondo
Radicati ai Messapi, con Greci e Bizantini
Uniti in questo stile con i jamaicani
Dimmelo da dov’è che vieni

Vengo dal Salento e quando apro bocca parlo in dialetto
E non perché non sappia l’italiano
Ché se voglio parlo anche il jamaicano
Perché l’importante è sapere un po’ di tutto
Anche se a volte di tutto me ne frego
Ma se qualcosa m’interessa son capace di fissarmi
E se è proprio quello che voglio fare mi metto là e lo faccio come posso
Perché devo essere io a decidere di me stesso
E la vera cultura è saper vivere,
Essere coriaceo ma sempre sensibile
Anche se la vita è dura, è meglio saper amare
Persino quando ti sembra impossibile

La difendo, la tengo stretta al cuore
La mia cultura rappresenta ciò che è successo e succederà
In questo mondo, in cui non ha più un valore
Chi parla un’altra lingua o è di un altro colore!
Ti tolgono tutto, anche la voglia d’amare
Ed è ovvio che tanta gente reagisca in modo assurdo!
Ti tolgono tutto, anche le orecchie per ascoltare
Chi piange e chiede aiuto per i torti che deve subire
Ti tolgono persino la terra da sotto i piedi,
Si comprano tutto ciò a cui tieni
Mi dispiace per tutto quello che ci togliete
Ma siamo ancora qui, da qui non ce ne siamo mai andati!

Vengo dalla terra dove c’è sempre il sole
Dove la gente cerca l’ombra per potersi rinfrescare.
E’ scritto sulle pietre ciò che voglio capire
Sono parole antiche, perché l’uomo non può cambiare!
La memoria è cultura ed è questo che vuole:
Ricorda quel che è stato, per poter capire
Basta mezz’ora perché il boia diventi vittima
Ma la vittima diventa boia senza la cultura!
Su queste radici noi siamo ben saldi
E possiamo amare popoli che non conosciamo
Allontanandoci da quelli che meditano l’odio e la guerra
Ma la mia mente non dimenticherà mai questi criminali!

Difendila, quando puoi difendila
E’ la tua terra, amala e difendila
Ancora, difendila!
Quando puoi difendila
E’ la tua terra, amala e difendila! Da chi?
Da chi vuole speculare e corrompere, difendila!
Da chi vuole approfittare dell’ignoranza, difendila!
Da chi vuole svendere la nostra arte, difendila!
Da chi non vuole più crescere, difendila!
Per chi non ha più speranza
Per chi è rimasto senza forze, difendila!
Per chi non ce la fa ma ci crede, difendila!
Per chi non riesce a starti dietro, difendila!

Vengo dal Salento e quando apro bocca parlo dialetto
E non perché non sappia l’italiano
Chè conosco anche due parole di wolof africano
“chep gen” è il riso che si mangia con le mani
E “mu nu mu cu bbai” vuol dire non posso farne a meno
E “man gi dem man gi dem” vuol dire andiamo adesso andiamo
Dovunque tu voglia purché portando rispetto
E facendoci rispettare per ciò che siamo
Perché la vera cultura è saper vedere
La realtà per quello che è, facile o difficile
La cultura vera è saper capire
Chi veramente ha bisogno e chi è il più debole

La difendo, stretta forte al cuore
Questa è la poesia che crea la terra con l’amore.
Quella che erediti, avendo modo di ascoltare
Grazie a chi la diffonde oggi e qui la può apprezzare.

Vengo dalla terra dove c’è sempre il sole
E per quelli che arrivano c’è sempre il mare!
Quello che devo comprendere sta scritto su queste pietre
E cerco di spiegartelo perché tu possa non dimenticarlo!

Difendila!
Quando puoi difendila!
E’ la tua terra, amala e difendila!
Ancora, adesso, difendila!
Quando puoi difendila!
E’ la tua terra, amala e difendila!

martedì 3 febbraio 2009

La vertigine della violenza: dare fuoco a un clochard per noia


Articolo trovato su Virgilio.
"Dai sassi scagliati dal cavalcavia, ai treni deragliati alle stazioni ferroviarie sfasciate per divertirsi un po', fino a stupri e omicidi per vincere la noia la cronaca degli ultimi mesi è sempre più piena di casi di violenze o gesti potenzialmente criminali compiuti da adolescenti senza nessuna spiegazione, la cronaca nera italiana si interessa spesso di episodi di violenza gratuita. Soprusi, pestaggi ingiustificati, raid vandalici e puntivi contro i nomadi, bullismo sono la risposta delle insicurezze sociali, del degrado e dell'inciviltà della società del benessere tuonano i sociologi. Periodicamente si abbatte come un ciclone questa spirale da Arancia Meccanica fatta di aggressioni brutali (vedi gallery), perpetrate per cercare "emozioni vere", come ammettono i protagonisti dopo il "trip che può dare un'aggressione". L'ultimo caso alle porte di Roma. Prima lo hanno picchiato selvaggiamente, gli hanno dipinto il volto con la vernice grigia e gli hanno cosparso addosso una bottiglia di benzina (guarda il racconto): un indiano senzatetto di 35 anni, Navtej Sing Sidho che sabato notte dormiva nella stazione di Nettuno, una cittadina del litorale laziale , si è incendiato come un bonzo in pochi minuti. A dargli fuoco sono stati tre giovani, uno di 16 anni, l’altro di 19, Luca, e l’ultimo di 29 Francesco, alla fine di una notte brava, piena di hashish e di sballo. Luca ha confessato, gli altri si sono rifugiati nel silenzio. Volevano emozioni palpitanti per finire la serata. "Ma il piano era di spegnerlo subito”. Giura uno degli autori del folle gesto. La decisione di bruciare l’indiano, pare sia maturata quando restava un euro nel contatore del self service dove stavano facendo rifornimento. Così, ai ragazzi, pare sia venuta in mente l’idea di riempire le bocce di birra che avevano trangugiato durante la notte. Nell’insensatezza delle spiegazioni del giovane si coglie il barbaro bullismo della banda: “E' stata solo una bravata, eravamo un po’ fatti e volevamo fare uno scherzo a quell’indiano. Il razzismo non c'entra. Lo avevamo incontrato e lui prima ci aveva insultato". Così per sentirsi forti, solo per infliggere una sofferenza. Una violenza gratuita come tante che caratterizzano il vuoto tempo moderno. Il divertimento consisterebbe nel sentire urlare il barbone indifeso. Anche ammesso che crolli l’attenuante razzista il teppismo criminale, il cui brodo di cultura possono essere le dichiarazioni a sfondo xenofobo, si respira a ondate, in Italia un clima caccia allo straniero fanno notare alcuni commentatori, che si è diffuso dopo lo stupro di Guidonia a opera di un gruppo di rumeni.
I militari sono arrivati in poche ore a individuare il terzetto. Il rogo umano è divampato quasi all'alba su una panchina di marmo della stazione ferroviaria. L'indiano, di probabile etnia sikh - dormiva lì da molte notti. Aveva perso il lavoro e non aveva i soldi per pagarsi un tetto.
Può bastare una notte di esaltazione a giustificare un episodio del genere? Bisognerebbe interrogarsi su questo, non solo ricorrendo all'insulsa socio-dietrologia. Forse possono aiutare anche le parole di Vittorio Tomasone, comandante provinciale dei carabinieri di Roma "non capire lo sfondo dietro questo atroce episodio sarebbe come non vedere ciò che succede attorno ai nostri giovani. L'uso smodato di droghe ed alcol a cui si sottopongono condiziona il loro comportamento". Così mentre il presidente Napolitano sollecita a vincere la xenofobia, il ministro Maroni spiega: "L'episodio di Nettuno non ha origine nel razzismo, ma nel degrado in cui vivono questi giovani: forse ancora più grave della motivazione razzista, perché denota la mancanza di principi fondamentali che hanno questi ragazzi". Cui si aggiunge la (quasi) certezza che anche con loro come con altri teppisti, la giustizia non sarà così dura."

Pensieri di una sera invernale


la nebbia invade la mia collinetta a 30 km dal mare e un pigro sole invernale scompare dietro i monti della Maiella. I giorni trascorrono inesorabilmente in questo vecchio e stanco Molise. Noi giovani di paese abbiamo voglia di andare oltre quel tramonto, andare in città in cerca di speranza, quella speranza che non trovi lungo i vicoli ormai disabitati del borgo medioevale. Solo dieci anni fa in queste stradine vivevo spensierato con la consapevolezza che se fossi stato buono la vita mi avrebbe premiato, oggi ho capito che la meritocrazia non è di questo mondo, eppure non sono e non voglio essere come gli altri, non voglio lasciarmi conquistare dall' omertà e dalle ipocrisie politiche. Voglio essere me stesso, credere in un futuro di allegria e di gioia con la consapevolezza che questo tramondo invernale non sia puro nichilismo, ma un punto di partenza per un nuovo giorno migliore.

lunedì 2 febbraio 2009

la scala


la vita è una lunga scala, forse a volte è una comoda scala mobile, spesso una lunga scala pendente ma ugualmente è un lungo percorso da vivere!

Ho perduto troppo tempo
tra la mia incoerenza
dietro cui ho trascorso giorni

Tutto intorno per il fondo
giù per questa scala
contro un esistenza vana

Tempo che ho perduto ormai
mentre allineo gli addii
e percorro questa scala

Spesso è notte in ogni posto
mentre sfido ad ogni costo
questa vita che è una scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi
che ormai non mi spaventano

Dal passato ho ereditato
la saggezza d’oggi
che vorrei ora mi aiutasse

Crescere non ti rende forte
quanto il sacrificio a volte
e per questo spesso è notte

Tempo che ho perduto ormai
mentre allineo gli addii
e percorro questa scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi
che ormai non mi spaventano

la vita è un pò più amara
ad ogni passo dalla scala

Spesso è notte in ogni posto
mentre sfido ad ogni costo
questa vita che è una scala

Tempo che ho perduto ormai
mentre li hai a di
e percorro questa scala

E sfoglio i ricordi,
i divertimenti
scrollando a fatica i pesi

E passano inverni
e ricordi eterni
e rimarrai il pazzo
di sempre
di sempre
di sempre
il pazzo di sempre