martedì 2 dicembre 2008

Stai fermo lì..

A volte mi capita di parlare con Dio e rimproverarlo di essere assente nella mia vita. Oservo una infinità di ingiustizie, di morti ingiuste eppure tu stai fermo lì.. immobile, attonito direbbe il Manzoni..eppure ci sei e ci ami tremendamente consegnandoci la libertà di governare e disporre liberamente delle nostre vite...

E mi dici che oramai è finito
e questo è falso
e che non ti ho mai realmente amato
e questo è brutto.

Perchè non ti basta la violenza
di uno sguardo trascorso
ormai vuoi di più e non si ferma
il tuo odio nascosto.

Stai fermo lì
e ti guardo
poi ti perdo
e in ogni frase e in ogni attesa lieve
dentro e fuori il mondo sarò lì.

E mi dici che sarai mio amico
e non ci credo
che mi chiamerai se sarai solo
io ora rido

Perchè non ti basta questa stanza
che si riempie di vuoto
sarà sofferenza o che cosa
un dolore da poco

stai fermo lì
e ti parlo
poi ti perdo
e in ogni frase e in ogni attesa lieve
dentro e fuori il mondo sarò lì.

E dormirai mentre ti ascolterò
sorriderai ma non ci crederò
maledirai ciò che sono e sarò
me lo dirai ma dimenticherò.

stai fermo lì
e ti parlo
poi ti perdo
e in ogni frase e in ogni attesa lieve
dentro e fuori il mondo sarò lì.

domenica 30 novembre 2008

Sveglia!

“Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte al canto del gallo o al mattino; fate in modo che giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati” (Mc 13,35-36).



Oggi per la Chiesa inizia un nuovo anno, un nuovo anno "Liturgico" ricco di eventi e di emozioni. La prima Domenica di Avvento ricorda a tutti gli uomini di svegliarsi dalle ipocrisie e dai pregiudizi. L’Avvento è di per sé un tempo di Gioia, gioia pre-natalizia, ma solo chi imita l’atteggiamento profondo di Maria nei confronti della Parola ne farà esperienza, un’esperienza “reale” come per una mistica gravidanza dell’anima. Oggi è un inizio, se vogliamo...l'inizio di una vita nuova, limpida come l' ingenuità di un bambino!

venerdì 28 novembre 2008

Amore e Psiche


« Vi erano in una città un re e una regina. Questi avevano tre bellissime figliole. Ma le due più grandi, quantunque di aspetto leggiadrissimo, pure era possibile celebrarle degnamente con parole umane; mentre la splendida bellezza della minore non si poteva descrivere, e non esistevano parole per lodarla adeguatamente »


Psiche è una bellissima principessa, così bella da causare l'invidia di Venere. La dea invia suo figlio Eros perché la faccia innamorare dell'uomo più brutto e avaro della terra, perché Psiche sia coperta dalla vergogna di questa relazione. Ma il dio, Eros, si innamora della mortale, e con l'aiuto di Zefiro, la trasporta al suo palazzo, dove, imponendo che gli incontri avvengano al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fa sua. Ogni notte Eros va alla ricerca di Psiche, ogni notte i due bruciano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto. Psiche è dunque prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolge i sensi. Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, decide di vedere il volto del suo amante, pronta a tutto, anche all'uomo più orripilante, pur di conoscerlo. È questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia cade dalla lampada e ustiona il suo amante; il dio vola via e Venere scaglia la sua punizione. Venere sottopone Psiche a diverse prove: nella prima, per esempio deve suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali; disperata, non prova nemmeno ad assolvere il compito che le é stato assegnato, ma riceve un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato. L'ultima e più difficile prova consiste nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina un po' della sua bellezza. Psiche medita addirittura il suicidio arrivando molto vicino a gettarsi dalla cima di una torre. Improvvisamente, però, la torre si anima e le indica come assolvere la sua missione. Durante il ritorno, mossa dalla curiosità a lei tanto cara, aprirà l'ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina, che in realtà contiene il sonno più profondo. Ancora una volta verrà in suo aiuto Amore, che la risveglierà dopo aver rimesso a posto la nuvola soporifera (uscita dalla ampolla). Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente, Psiche riceve l'aiuto di Giove. Mosso da compassione il padre degli dei fa in modo che gli amanti si riuniscano: Psiche diviene una dea e sposa Amore. Il racconto termina con un grande banchetto al quale partecipano tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fa da coppiere, le tre Grazie suonano e il dio Vulcano si occupa di cucinare il ricco pranzo.
Al termine del banchetto i due giovani bruciarono per tutta la notte la loro incontenibile passione e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con Voluptas.

giovedì 27 novembre 2008

Elemosinacard!


Non ho letto totalmente e analiticamente i provvedimenti del governo per fronteggiare la crisi economica che stiamo vivendo in questi giorni ma mi chiedo: regalare 40 euro al mese non è una forma di elemosina che lo Stato concede ai contribuenti? Non sarebbe meglio porre in essere adeguati provvedimenti economici per aumentare gli investimenti e la occupazione? Cosa ne pensate?

mercoledì 26 novembre 2008

Francesco D'Assisi


Nel 1200 un giovane ragazzo di 25 anni nasce a vita nuova, rinuncia completamente a se stesso, alle sue ipocrisie, alle sue paure. Il giovane Francesco apprende che nulla è di sua titolarità, anche le sue membra non sono di sua proprietà, il corpo è immagine di Cristo destinata a svanire nel corso del tempo! Ogni attimo, ogni istante, ogni minuto di vita è una sintonia di gioia e armonia con il mondo circostante da esaltare e comunicare ai fratelli. Francesco si spoglia delle vesti per rivestirsi di amore e di pace. Ora finalmente ha gli occhi aperti, cosa da nulla rinunciare ai propri abiti quando si ha la consapevolezza di esser nati per essere amati. Francesco apprende che tutti i beni desiderabili sono in cielo, tutte le ricchezze del mondo non potranno mai rendere felice l' uomo totalmente! Ogni uomo dovrebbe avere nel suo cuore la pazzia di Francesco D'Assisi per ridere delle crisi economiche, ridere delle ipocrisie partitiche e ridere anche delle nostre ipocrisie ma in fondo siamo uomini..cerchiamo la luce fratelli, basta cecità, apriamo i nostri occhi e amiamo senza chiedere nulla in cambio.

domenica 23 novembre 2008

Il cantico dei cantici


[8]Una voce! Il mio diletto!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
[9]Somiglia il mio diletto a un capriolo
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia attraverso le inferriate.
[10]Ora parla il mio diletto e mi dice:
«Alzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
[11]Perché, ecco, l'inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n'è andata;
[12]i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
[13]Il fico ha messo fuori i primi frutti
e le viti fiorite spandono fragranza.
Alzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
[14]O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è leggiadro».
[15]Prendeteci le volpi,
le volpi piccoline
che guastano le vigne,
perché le nostre vigne sono in fiore.
[16]Il mio diletto è per me e io per lui.
Egli pascola il gregge fra i figli.
[17]Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
ritorna, o mio diletto,
somigliante alla gazzella
o al cerbiatto,
sopra i monti degli aromi.

giovedì 20 novembre 2008

Il filo teso

Quando ero bambino, per far divertire i miei amici,
camminavo su di una corda sospesa ad un metro da terra.
Per non perdere l' equilibrio, guardavo dritto davanti a me.
Il mio pensiero era rivolto al Signore,
se avessi anche solo per un attimo guardato
verso il basso, mi sarei lasciato cadere..
Questi ricordi che ancora mi affollano la mente
sono come quel filo teso....
a volte mi chiedo: ma se il filo si spezza?
se fossero solo sogni, che qualche giorno
se ne vanno via come la nebbia..
eppure tutte le persone che ho intorno a me
non fanno altro che chiedere fede, fede e ancora fede...
Sono così debole Signore, sarei subito caduto a terra
se non avessi rivolto verso te il mio sguardo Signore.
Solo tu sei luce per i miei passi, in questa vita esile come un filo

(tratto dal film Don Bosco..con il mio zampino..)

lunedì 17 novembre 2008

Gratuità e Festa



Non importa se siamo atei o credenti, non importa se siamo altruisti o opportunisti, gustiamoci solo le parole di Tonino Bello ormai scomparso da tanti anni. Don Tonino finge di essere a Nazareth, 2000 anni fa nella casa di un artigiano, precisamente di un falegname...una casa povera, umile che l' autore contrappone alle ipocrisie della modernità! buon ascolto


poesia di Don Tonino Bello, la più conosciuta.
Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che tu abbia un'ala soltanto,
l'altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
Perché io fossi tuo compagno di volo,
insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all'ebbrezza del vento,
vivere è assaporare l'avventura della libertà,
vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore,
tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi,
non farmi più passare indifferente
vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore,
un'ala di riserva.

venerdì 14 novembre 2008

Va dove ti porta il cuore



Nella mia vita ci sono delle giornate in cui ho mille problemi e preoccupazioni per la testa, ogni singolo problema sembra una montagna invalicabile. Accendo la tele per distrarmi e invece...la tv non fa altro che trasmettere tristissimi telegiornali trattando delle negligenze della politica, i soliti strazianti fatti di cronaca nera..umm...spegnere il mezzo televisivo sembra a mio parere la soluzione migliore e allora apro la finestra della mia stanza: una soave e inaspettata allegria entra nel mio cuore osservando la bellezza del mio mare adriatico, osservo con stupore l' innocenza di un passerotto che ha nidificato la sua casa su un albero e allora dichiaro a me stesso: ho tutto... ho tutto il desiderabile! Ho una donna che mi ama, ho una madre che mi adora, basta cadere nell' oblio dei tanti problemi quotidiani, ho amore nella mia vita, posso vincere qualsiasi problema, goditi questa stupenda natura che il Signore ti ha donato ringrazia Dio per il corpo che ti ha prestato e per l' amore ricevuto. e quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la prondità fiduciosa con cui hai respirato il primo giorno in cui sei venuto al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai fermo in silenzio e ascolta il tuo cuore... quando poi ti parla, alzati e và dove ti porta il cuore... ( FRATELLO VENTO E SUSSANA TAMARO)